Villa Scott: la villa di Profondo Rosso

La villa di Profondo Rosso è un’abitazione ricca di storia e mistero. Quali sono le sue caratteristiche? Quali le curiosità legate al film di Dario Argento?

 

La villa di Profondo Rosso suscita spesso due sensazioni predominanti: fascino e inquietudine. Il fascino è sicuramente legato alla bellezza dell’abitazione,  uno dei più brillanti e apprezzabili esempi di stile liberty in Italia, mentre il secondo stato d’animo, per chi ha visto la pellicola di Dario Argento, è dovuto proprio alla storia che si svolge all’interno della villa nel film.

La villa di Profondo Rosso, chiamata nel film la “villa del bambino urlante”, è lo scenario del primo omicidio del film ed è la chiave per permettere al pianista Marc Daly e alla giornalista Gianna Brezzi di smascherare l’assassino misterioso che trucida molti malcapitati, questo perché in qualche modo tutti i delitti riconducono proprio alla villa… ansia? Non temere, è solo finzione cinematografica!

 Villa Scott: dalla fantasia alla realtà

Scorcio di Villa Scott
Scorcio di Villa Scott

La villa di Profondo Rosso è in realtà Villa Scott. Costruita nel 1902 per volere di Alfonso Scott, all’epoca amministratore delegato della Rapid, azienda automobilistica in ascesa, oggi scomparsa, e progettata dall’ingegnere Pietro Fenoglio insieme a Gottardo Gussoni.

Villa Scott, sebbene nel film sia localizzata nelle campagne di Roma, si trova in realtà a Torino nel quartiere di Borgo Po, una delle zone più belle ed eleganti della città. Lo stile che domina l’architettura della casa è quello liberty, talvolta intrecciato con elementi propri nel neobarocco.

Osservando la villa si possono notare logge, finestre ad arco e molte vetrate con decorazioni floreali. Anche la facciata principale è ricca di decori a tema florale, eleganti e ricchi di curve e ghirigori che diminuiscono progressivamente andando verso il tetto, dando in questo modo slancio all’abitazione. All’ingresso si trova una sinuosa e bellissima scalinata, pensata da Pietro Fenoglio per sfruttare nel migliore dei modi i 24 metri di dislivello presenti tra il cancello di entrata e il limitare del giardino superiore. Anche la scalinata villa ha una balaustra in ferro arricchita di ghirigori e sostenuta da colonnine in cemento piuttosto elaborate.

Villa Scott affianca al blocco centrale della casa anche due torri ai lati della facciata principale: la prima torre si sviluppa su tre piani mentre la seconda arriva fino a quattro, le due strutture sono unite da una veranda vetrata sormontata da una terrazza. Come detto, osservando la villa si possono vedere numerose logge, terrazze e bow-window che caratterizzano le facciate della residenza in un intreccio di linee curve che crea armonia tra tutte le parti. Il fatto che le verande e i bow-window protendano verso il giardino fanno sì che quest’ultimo sia interamente parte della villa. Infatti, anche il verde si caratterizza in perfetto stile liberty, con aiuole dal perimetro sinuoso, ondulato e serpeggiante.

Villa Scott, le curiosità della villa di Profondo Rosso

Il civico di Villa Scott
Villa Scott, il civico

 

Il film “Profondo Rosso” vide appunto la realizzazione di alcune scene tra le mura di Villa Scott. All’epoca in cui venne girato (nel 1974 per la precisione) la villa era la residenza Suore della Redenzione ed era adibita a collegio femminile. Infatti, dopo la morte di Alfonso Scott la casa passò nelle mani delle suore e prese il nome di Villa Fatima. La curiosità più importante di questa villa riguarda proprio questo aspetto. Quando Dario Argento scelse la villa per il suo capolavoro dell’horror, la villa era effettivamente abitata dalle suore e dalle ragazze del collegio, la produzione del film, quindi, decise di offrire alle inquiline un soggiorno sulla riviera romagnola, a Rimini, che durò per tutta la durata delle riprese in modo che queste potessero essere fatte in tutta tranquillità. Dopo che le Suore lasciarono residenza, la villa di Profondo Rosso rimase a lungo abbandonata, tant’è che questa venne legata al filone dell’esoterismo torinese. All’inizio del Duemila, la villa venne acquistata e restaurata per riportarla al suo antico splendore. Essendo di proprietà privata, oggi non è possibile visitarla, ma magari guardando tra le case in vendita a Torino potrai trovare un’abitazione non troppo lontano da questa, sempre che tu ne abbia il coraggio!

Se, invece, si parla di curiosità relative al film, tra quelle più note c’è il mistero dello specchio. Spoiler Alert!

Nel film Dario Argento sfida lo spettatore: quasi all’inizio del film, fa vedere anche se solo per pochi istanti, il volto dell’assassino all’interno di uno specchio. Ma lo specchio inganna e l’immagine non sembra riflessa, ma inserita all’interno di un quadro. Una mossa astuta da parte del regista che così facendo mette lo spettatore sullo stesso piano del protagonista e lo coinvolge ancora di più all’interno della narrazione.

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