Tetto calpestabile: come funziona e caratteristiche 

Il tetto calpestabile è uno degli elementi più importanti dell’architettura mediterranea. I tetti piani calpestabili hanno il vantaggio di poter trattenere la pioggia e riflettere le radiazioni solari.

La copertura del tetto piano inoltre è un ottimo sistema per guadagnare spazio.

Tetto piano calpestabile: ecco le caratteristiche

I tetti piani calpestabili in realtà non sono perfettamente piani. Ci deve essere sempre una quantità minima di pendenza, che varia da 1% al 5 %, per favorire l’acqua piovana e il suo convoglio verso sistemi di smaltimento.

È proprio questa pendenza che evita il ristagno dell’acqua e riduce i tipici casi di infiltrazione sui tetti piani calpestabili. Inoltre, questi tipi di tetti si dividono anche in base al tipo di isolamento adottato:

  • tetto caldo: isolante sotto la guaina impermeabilizzante
  • tetto freddo (o ventilato): si ha una copertura isolante, impermeabilizzata, al di sotto della quale viene realizzata una camera che offre uno strato di ventilazione
  • tetto rovescio: l’isolante viene posto sopra la guaina impermeabilizzante

Abbiamo poi altre strategie di impermeabilizzazione, che vanno adottate nel caso in cui il tetto piano calpestabile diventi una copertura verde. Il tetto giardino calpestabile è una soluzione di grande fascino e resa estetica che richiede una progettazione attenta e una manutenzione accurata.

Copertura di un tetto piano calpestabile

Le coperture dei tetti piani sono molto importanti in quanto proteggono la nostra casa dagli agenti atmosferici.

La copertura di un tetto calpestabile può essere di diverse tipologie: abbiamo le coperture piane e quelle a falde. Infine, in base alla destinazione d’uso di una copertura piana, essa si può dividere in tetto piano non praticabile e tetto pedonabile.

Un ulteriore suddivisione vede poi il tetto rovescio calpestabile e il tetto caldo, in base al loro comportamento termico. Nel tetto caldo lo strato isolante si trova al di sotto dello strato di impermeabilizzazione. Per evitare danni in questo caso è necessario proteggere il tetto con una barriera al vapore.

Nel tetto rovescio invece lo strato isolante si trova al di sopra di quello impermeabile. In questo caso bisogna proteggere lo strato isolante dagli agenti atmosferici. Questo tipo di tetto ha molti più vantaggi rispetto all’altro, anche se è quello meno impiegato. Prima di tutto non si possono formare giunti deboli.

Il tetto rovescio calpestabile inoltre permette di individuare facilmente le infiltrazioni in quanto aderisce perfettamente alla struttura. La guaina poi non subisce l’influenza di escursioni termiche e di sollecitazioni meccaniche che possono danneggiarla e ridurne notevolmente la durata.

Coperture dei tetti piani: caratteristiche

Ecco tutti gli elementi più importanti della copertura di un tetto piano calpestabile:

  • massetto delle pendenze;
  • barriera al vapore e isolamento termico;
  • strato impermeabile;
  • strato di protezione;
  • elementi di completamento.

Il massetto delle pendenze serve a far convogliare le acque piovane nei punti di scarico. La pendenza, per poter essere efficace, deve essere compresa tra lo 0.5% e 5%. In genere questo strato viene realizzato con calcestruzzo o materiali leggeri che possono avere spessori variabili, spianati in opera per eliminare le irregolarità.

Per poter realizzare un massetto nel migliore dei modi occorre studiare bene gli spessori e le varie pendenze del tetto piano calpestabile.

La barriera al vapore ha la funzione di frenare la formazione di vapore acqueo durante la stagione invernale, per effetto della risalita dagli ambienti riscaldati sottostanti, bloccato dallo strato impermeabile. In estate è molto importante questa barriera, perché garantisce che non si formino bolle sullo strato impermeabile.

L’impermeabilizzazione invece evita infiltrazioni, e può essere realizzata in vari modi. Lo strato di protezione invece serve a preservare i sistemi produttivi dei tetti calpestabili.

Ci sono poi gli elementi di completamento delle coperture, posizionati in funzione delle pendenze e degli impluvi. Dai bocchettoni le acque verranno poi smaltite attraverso le discendenti pluviali.