Tassi mutui in aumento, è l’effetto dello spread – ISP

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Tassi mutui in aumento: l’effetto dello spread
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I tassi di interesse sui mutui casa sono in aumento, e la causa è (anche) da ricercarsi nell’ampliamento dello spread tra i Btp e gli equivalenti Bund tedeschi, verificatosi negli scorsi mesi.

Ad affermarlo è un recente report curato da Intesa Sanpaolo sul mercato immobiliare italiano, laddove si chiarisce che un differenziale così elevato tra i titoli di Stato decennali tricolori e quelli tedeschi, non può che ripercuotersi sui tassi bancari.

Il meccanismo di propagazione di tale effetto sui tassi dei mutui casa non è diretto, ma non è certamente impossibile da ricostruire: il “deprezzamento” relativo dei titoli di Stato ha determinato una perdita del valore del capitale delle banche e, contemporaneamente, la necessità da parte degli stessi istituti di credito di pagare di più per il proprio funding. Il tutto, in un contesto in cui il mercato sta scommettendo su un progressivo rialzo dei tassi Euribor, i parametri di riferimento dei tassi indicizzati nei mutui a costo variabile. Il risultato è un innalzamento lento e costante del costo dei mutui, che nella seconda parte dello scorso anno si è fatto via via più tangibile.

Per il momento, però, il mercato ha scarsamente toccato con mano quanto sta avvenendo. I tassi sui mutui casa sono infatti a livelli piuttosto bassi, rendendo ancora molto conveniente indebitarsi per poter realizzare il proprio investimento immobiliare. Attenzione, però, a non sottovalutarne la natura: il tasso medio sul nuovo stock dei mutui a luglio 2018 aveva toccato il minimo storico dell’1,79%, mentre a novembre 2018 era già risalito all’1,9%.  Più nel dettaglio, lieve è stato lo sviluppo del tasso variabile, che dall’1,52% medio dei primi nove mesi del 2018, ha toccato quota 1,59%; più deciso è stato l’incremento dei tassi fissi, passati da una media dell’1,95% di settembre al 2,07%.

Ma quali saranno gli impatti di tale sviluppo dell’onerosità dei mutui sul mercato immobiliare? Se lo scenario più positivo dovesse trovare concretezza, probabilmente almeno sul breve termine non ci saranno drastici cambiamenti. Come rammentato da Gregorio De Felice, capo economista di Intesa Sanpaolo, il mercato immobiliare italiano è infatti in fase di ripresa, e pur non essendo ancora tornato ai livelli ante-crisi del debito, esiste pur sempre un trend moderatamente positivo, sostenuto da un livello dei tassi di interesse che è ben giudicabile come relativamente basso su serie storica, e da una leggera crescita del reddito disponibile delle famiglie.