Stefano Boeri e il Bosco Verticale

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Il Bosco verticale è tra le opere più celebrate di Stefano Boeri
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Alberi e cemento si uniscono nei progetti di Stefano Boeri creando soluzione uniche fuori dall’ordinario

 

Stefano Boeri, nato a Milano nel 1956, ha da sempre un legame speciale con questa città. Qui sono cominciati i suoi studi e qui hanno visto la luce alcune delle sue opere più importanti, opere che l’hanno portato ad essere uno degli architetti italiani più famosi e importanti nel panorama internazionale dell’architettura. Conosci la sua storia? Sai qual è la sua opera più famosa?

 

Stefano Boeri: tra studio e lavoro

Dopo la laurea in Architettura al Politecnico di Milano e il dottorato di ricerca in Pianificazione Territoriale all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, Stefano Boeri è diventato Professore Ordinario di Urbanistica presso il Politecnico di Milano e ha insegnato come guest professor anche in diversi atenei internazionali. Nel capoluogo lombardo è stato Assessore alla Cultura e durante il suo mandato ha dato vita a importanti rassegne dedicate all’arte: in particolare, Bookcity e Pianocity sono state pensate da Stefano Boeri per dare spazio alla letteratura e alla musica per pianoforte. Curatore di numerose esposizioni internazionali, Stefano Boeri è divenuto anche Presidente della Fondazione La Triennale di Milano, una delle principali istituzioni culturali in Italia, dove vengono realizzate mostre, conferenze ed eventi legati all’arte. L’architetto italiano, inoltre, è stato direttore delle riviste Domus e Abitare, oltre ad aver pubblicato articoli su varie testate.

Nel corso degli anni si è rivelato tra gli architetti italiani più attivi, fondando anche diversi studi:

  • Multiplicity (1993), agenzia di ricerca che indaga le relazioni tra geopolitica e urbanistica;
  • Boeri Studio (1999), con Gianandrea Barreca e Giovanni La Varra;
  • Stefano Boeri Architetti (2008);
  • Stefano Boeri Architetti China (2013), insieme a Yibo Xu, con sede a Shanghai.

I progetti e le opere di Stefano Boeri e dei suoi studi di architettura spaziano dagli edifici agli spazi aperti con un costante focus sulle implicazioni geopolitiche e ambientali dei fenomeni urbani.

Il bosco verticale di Stefano Boeri

Questa attenzione dedicata al rapporto tra città e natura è sfociata nell’ideazione del Bosco Verticale a Milano. Un complesso residenziale costituito da due torri, alte 110 e 76 metri, la Torre De Castillia e la Torre Confalonieri. Insigniti di numerosi riconoscimenti, questi edifici pensati da Stefano Boeri rappresentano la prima realizzazione di un progetto più ampio dedicato alla creazione di strutture eco-sostenibili e alla riforestazione metropolitana. L’idea alla base del Bosco Verticale è, infatti, quella di creare un edificio dove la vegetazione non è soltanto un elemento decorativo, ma è parte essenziale dell’architettura stessa.

Come è fatto il Bosco Verticale?

Dal punto di vista architettonico le due torri sono state progettate e realizzate con uno stile pratico e asciutto: una struttura in calcestruzzo armato rivestito in gres porcellanato di color grigio scuro per una superficie di pavimento complessiva di 40.000 metri quadrati divisi tra le due torri. I balconi ospitano oltre cento specie vegetali: 800 alberi di altezza, 4.500 arbusti e 15.000 piante ornamentali. Sono presenti lecci, peri selvatici, orni, faggi, meli, pruni da fiore, olivi, noccioli, corbezzoli, biancospini, ginestre, iperici, salici rossi, e gelsomini. I vari elementi sono posizionati in base all’esposizione e alle esigenze di ombreggiatura degli appartamenti, oltre che secondo criteri estetici decisi dall’architetto Stefano Boeri. La vegetazione è posta in vasche in calcestruzzo, tra il rivestimento interno impermeabilizzante delle vasche e lo strato di coltivo è collocato un sistema anti-radice e di drenaggio. Per rendere stabili le piante, soprattutto le più alte, è stato previsto previsto un complesso di ancoraggi in acciaio e cavi di sicurezza che li trattengono ed evitano che eventuali rami cadano dai piani alti. Per l’irrigazione è stato previsto da Stefano Boeri e dal suo team un sistema centralizzato, diviso in “settori”, con distribuzione ad ala gocciolante che ricicla le acque grigie del complesso e l’acqua di falda. La manutenzione, invece, viene gestita a livello condominiale grazie a dalle gru che permettono al personale per intervenire dall’esterno.

Il Bosco verticale dell'architetto Stefano Boeri

 

L’architettura di Stefano Boeri nel mondo

Il Bosco Verticale di Stefano Boeri a Milano è stato ripreso e realizzato dal suo studio anche in altre città del mondo, in un’ottica di sfida dei cambiamenti climatici e di città sempre più verdi.

  • Nanjing Vertical Forest, Cina: due torri di 200 e di 108 metri con una superficie di 6mila metri quadri coperta da 1.100 alberi appartenenti a 23 specie autoctone e 2.500 arbusti e piante.
  • Torre dei Biancospini, Utrecht: un edificio alto 90 metri e nelle cui facciate è previsto l’inserimento di 10mila piante di 30 diverse varietà, comprese tra 360 alberi, 9.640 tra arbusti e fiori.
  • Forêt Blanche, Parigi: la facciata della torre che verrà realizzata nella capitale francese verrà ricoperta da oltre 2.000 piante.
  • Trudo Vertical Forest, Eindhoven: sarà il primo Bosco Verticale destinato all’edilizia popolare e sarà alto 75 metri. Sui balconi verranno inseriti 125 alberi e più di 5mila tra arbusti e piante di varie specie.

E se comprare una casa in vendita a Milano nel complesso del Bosco Verticale ti sembra un po’ fuori portata, potrai sempre accontentarti di appartamento con vista sullo stupendo complesso realizzato da Stefano Boeri.