Ristrutturazioni e risparmio energetico, bonus anche per “i distratti”

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Detrazioni fiscali possibili anche per chi ha dimenticato la comunicazione all'Enea
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Dal 2 maggio la dichiarazione dei redditi precompilata può essere modificata e inviata al Fisco. E c’è una buona notizia arrivata di recente direttamente dall’Agenzia delle Entrate. La Good news è che il contribuente potrà ottenere la detrazione fiscale sul risparmio energetico e sul bonus mobili anche se non ha effettuato la prevista comunicazione all’Enea.

Bonus fiscali e comunicazione dati

Attraverso la risoluzione n. 46/2019 l’Agenzia delle Entrate ha infatti scelto la via più “semplice” per tutti quei contribuenti che si trovano in questa situazione. Ha sostenuto cioè  che la mancata trasmissione a Enea delle informazioni richieste sulle ristrutturazioni che comportano risparmio energetico, non compromette il beneficio della detrazione fiscale. Cosa significa nella pratica? Che se il contribuente dovesse rivolgersi ai Caf per la compilazione della propria dichiarazione dei redditi, i centri di assistenza fiscale non potranno pretendere la ricevuta dell’invio. Occhio però, perché la comunicazione all’Enea non può essere dimenticata. Insomma, comunicare all’Enea informazioni su interventi edilizi che riguardano il risparmio energetico rimane un obbligo di legge. La mancata comunicazione non pregiudica però il diritto ad ottenere la detrazione. Peraltro, chiarisce ancora il Fisco, lo stesso approccio si può applicare anche all’acquisto di elettrodomestici con il cosiddetto bonus mobili.

Bonus risparmio energetico

Se ne parla moltissimo, ma in cosa consiste il bonus per il risparmio energetico?
La detrazione per il risparmio energetico è un importante beneficio di natura fiscale che viene riconosciuto a chi effettua un certo tipo di interventi di ristrutturazione nella propria unità immobiliare. Che tipo di interventi? Tutti quelli migliorano il livello di efficienza energetica dell’immobile. Si potrà detrarre una parte delle spese sostenute per i lavori dall’imposta sul reddito delle persone fisiche o dall’imposta sul reddito delle società. La quota che va dal 50% all’85% degli oneri in base alle caratteristiche dell’intervento.
Come chiarito dall’Agenzia delle Entrate le spese ammesse alla detrazione comprendono  i costi sostenuti per i lavori relativi all’intervento di risparmio energetico e quelli per le prestazioni professionali necessarie per realizzare l’intervento stesso e acquisire la certificazione energetica richiesta.
L’agevolazione non si rivolge esclusivamente ai proprietari  dell’immobile oggetto di ristrutturazione ma anche a tutti coloro che sono titolari di un diritto reale sullo stesso immobile.

E per le parti comuni nei condomini?

Nel caso di interventi sulle parti comuni condominiali, i condomini potranno beneficiare della detrazione pro-quota. In ogni caso, la detrazione deve essere ripartita in 10 rate annuali di pari importo, detraendo nella dichiarazione dei redditi la parte di competenza per l’esercizio in questione.