Rigenerare il prato del giardino: consigli su come fare

Siete finalmente riusciti a realizzare un giardino con le vostre mani ma avete notato che il vostro verde non è più come quando l’avete piantato?

Chi si tratti della fine dell’inverno o di quella dell’estate, un prato va sempre riseminato dopo stagioni meteorologicamente impegnative. Esso infatti è soggetto a diradamenti o ingiallimenti. Non è difficile rigenerare un prato: è un’operazione che può essere svolta a volte anche senza scavare ma è importante rispettare delle regole, come quelle che riguardano il quando rigenerare il prato. Se ci si trova a rinfoltirlo per la primavera, ad esempio, bisogna assicurarsi che il freddo sia effettivamente terminato e che la temperatura del suolo si sia stabilizzata sopra i 10-12 gradi, mentre, per quanto riguarda il periodo post estivo, è consigliabile attendere che il caldo più forte sia terminato, ma non troppo da far sì che il nuovo fresco arrivi a bloccare la ricrescita. I mesi ideali per riseminare sono allora settembre e ottobre.

In entrambi i casi, per misurare la temperatura del terreno ci si deve affidare agli appositi termometri, i cui modelli più recenti, possono essere digitali con sonda in acciaio  o utilizzare la tecnologia ad infrarossi.

Rigenerare il prato: analisi dello stato

Una volta stabilito il momento giusto per operare, va verificato lo stato del nostro manto erboso per analizzare come procedere per il nostro caso.

Un prato si può considerare tendenzialmente sano se non sono presenti grandi zone diradate ma ci sono comunque parti rovinate. Il secondo stadio invece concerne una parte leggermente secca e ingiallita a livello superficiale di tutte le piante, causato probabilmente dalla brina dell’inverno o dalla costante esposizione al sole bollente d’estate. L’ultimo grado di degrado è quello che vede un prato erboso molto diradato e ingiallito: qui le azioni di risemina e di concimazione dell’erba diventano fondamentali.

Un altro caso, più frequente nelle zone montuose ed umide, vede ancora l’erba diventare marrone e sollevarsi facilmente dal suolo, soprattutto a luglio e agosto, o se si nota la presenza di animali come corvi o cinghiali che arrivano a strappare porzioni di prato, è molto probabile che troviamo di fronte ad un’infestazione da larve di insetti parassiti, come la nottua. Prima di passare alla rigenerazione del prato, qui occorrerà debellare le larve con un insetticida.

Come rigenerare un prato: gli step da seguire

Oltre agli esempi discussi in precedenza, per i casi di giardini estremamente danneggiati in generale, possiamo eliminare le erbacce con un diserbante, lasciarlo agire per qualche giorno e poi passare un tosaerba prima di effettuare gli altri passaggi per rigenerare il prato.  Per questo tipo di terreni sarà auspicabile un intervento di integrazione con concime organico, sabbia o torba che però implica il loro completo rivoltamento.

Per i giardini che hanno bisogno di minori trattamenti, dopo aver asportato il manto fino a farlo raggiungere un’altezza di circa 3 cm, basta rastrellare la superficie per pulire, raccogliere residui di muschio e sassolini e livellare il suolo.

A questo punto possiamo procedere a creare la base con del terriccio da prato, meglio naturale senza additivi chimici,  prima di passare alla distribuzione manuale dei semi giusti per le nostre esigenze. Il terriccio da utilizzare dovrà essere di tipo rigenerante composto da inerti di sabbia con ammendanti costituiti da fibre, componenti vegetali e sostanze organiche.

Un modo semplice per ottenere ottimi risultati prevede l’uso dei sementi rigeneranti presenti in commercio (tra i migliori troviamo quelli a marchio Blumen). La quantità di prodotto da erogare cambierà a seconda delle condizioni del tappeto erboso ma solitamente il costo di questo prodotto è molto contenuto.

Dopo aver steso i semi il terreno dovrà essere irrigato a pioggia. Successivamente ci si potrà impegnare alla manutenzione ordinaria del giardino cresciuto con tosatura di massimo 1/3 della foglia.