Rifacimento tetto: costi medi e diverse tipologie di lavori

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Tra i numerosi tipi di ristrutturazione da poter effettuare per la propria casa, senza dubbio la ristrutturazione del tetto è tra le più scomode ed anche mediamente più costose. Tuttavia può risultare necessaria, talvolta per una questione di sicurezza, talvolta per migliorare il proprio livello di benessere.

C’è anche da dire che l’espressione “rifare il tetto” è abbastanza generica: una ristrutturazione di questo tipo potrebbe riguardare, ad esempio, solo la sostituzione della copertura. Allo stesso modo, potrebbe interessare i materiali isolanti della stessa. O ancora, potrebbe significare un’operazione di rifacimento vero e proprio di tutta la struttura del tetto. Questo per dire che, quando si affronta un rifacimento di questo tipo, bisogna arrivare assolutamente preparati. Di seguito si evidenziano quali possono essere i costi per rifare il tetto e quali tipologie di lavoro possono essere eseguite in base alle esigenze.

Rifare tetto casa: procedura da seguire

Ovviamente la prima cosa da fare è capire qual è il tipo di intervento da dover eseguire. Per farlo, bisogna accedere al tetto, tramite un ponteggio o magari una piattaforma mobile. Una volta giunti sul posto, si deve smantellare la copertura e successivamente smaltirla. A questo punto serve capire se l’unica operazione da fare è sostituire la copertura, oppure allargare l’intervento. Per esempio, se si vuole migliorare l’impermeabilizzazione o l’isolamento termico, non basta la riparazione del tetto ma serve rimpiazzare la guaina o il materiale isolante. Infine, se la struttura è invece danneggiata e quindi potenzialmente soggetta a un cedimento, bisogna completamente rifare il tetto di casa.

Rifare il tetto di casa: i costi

Veniamo ai costi. Ovviamente il costo per il rifacimento del tetto dipende dalla tipologia di intervento che si va ad eseguire. In generale, considerate le modalità, si tratta comunque di un’operazione abbastanza costosa, che può variare in base al tipo di materiale utilizzato e della grandezza della superficie considerata. Proviamo a fare una quadra generale, considerando i prezzi per metro quadrato. La sostituzione delle tegole, può costare mediatamente tra i 10 ed i 15 euro. Quella della guaina, dai 15 ai 20 euro.

Per il ponteggio servono dai 12 ai 17 euro. Per quanto riguarda l’isolamento invece: se esterno può costare dai 30 ai 40 euro, se interno dai 25 ai 35 euro. Per finire, bisogna considerare la manodopera, che può costare dai 30 fino ai 50 euro l’ora. Discorso a parte per i materiali con cui rifare un tetto: il legno è quello più economico (dai 200 ai 300 euro), acciaio e cemento risultano più costosi (dai 300 a 350 euro).

Le cifre forse sono un po’ scoraggianti, ma c’è da sapere che, per chi decidesse di ristrutturare il tetto di casa, c’è la possibilità di accedere al cosiddetto Bonus Casa. Si tratta di una ristrutturazione interessante, poiché riguarda il miglioramento dell’efficienza sia termica che sismica della propria abitazione. Per informarsi meglio riguardo eventuali detrazioni fiscali, il consiglio è di dare un’occhiata al portale dell’Agenzia delle Entrate oppure di chiedere direttamente alla ditta che deve eseguire i lavori.

Rifare il tetto: i diversi tipi di lavori da poter effettuare

Una volta visionati i costi, è giunto il momento di fare una panoramica generale sui diversi tipi di lavori da poter effettuare quando si esegue una manutenzione del tetto:

  • Sostituzione delle tegole del tetto: si tratta in assoluto dell’intervento più semplice in tema di sostituzione del tetto. In genere viene effettuato per questioni di sicurezza (es. copertura danneggiata e potenzialmente a rischio crollo) ma può essere fatto anche per ragioni puramente estetiche.
  • Rifacimento del tetto in legno: si tratta di una delle ristrutturazioni del tetto in assoluto più comuni. Il legno ha delle importanti proprietà naturali: è leggero ma al tempo stesso duraturo, funziona sia da isolamento termico ed acustico, ha una grande resistenza meccanica ed è anche meno costoso rispetto agli altri materiali.
  • Rifacimento del tetto antisismico: si tratta di un’operazione che consiste nell’alleggerimento della struttura, che coincide con un aumento della sicurezza. Se il tetto è più leggero infatti, tende a gravare meno anche sulle pareti della casa, che così possono affrontare meglio un evento sismico.
  • Realizzazione tetto fotovoltaico: si tratta di una tipologia di intervento volta a migliorare la classe energetica della struttura. Questo perché i pannelli che vengono installati garantiscono un autoconsumo. A differenza di quello che si può credere, l’intervento non è invasivo e l’investimento può essere davvero vincente.
  • Sostituzione copertura con vernici termoriflettenti: si tratta anche in questo caso di un intervento poco invasivo ma allo stesso tempo molto efficace, soprattutto per chi ama l’ambiente e vuole rientrare in una logica green. Le vernici termoriflettenti contribuiscono alla riduzione delle temperature superficiali estive anche di 30 o 40 gradi. In questo modo, abbattono la temperatura di lamiere, guaine e lastricati solari ed al tempo stesso riducono i costi di raffrescamento degli ambienti interni.