Residenziale Italia, compravendite in crescita  

Cresce ancora il mercato residenziale (lo fa ininterrottamente ormai dal 2014). Il trend è confermato anche nel secondo trimestre del 2019.

 

Prosegue senza battute d’arresto la spinta del mercato residenziale italiano, le cui compravendite sono cresciute del 3,9% nel secondo trimestre 2019, prolungando una striscia positiva iniziata nel 2014. Nonostante il concreto rallentamento del ritmo di sviluppo (eravamo al +8,8% nel primo trimestre 2019), incrociando i dati del dossier trimestrale dell’OMI con il recente Sondaggio congiunturale del mercato delle abitazioni in Italia realizzato con BankitaliaTecnoborsa, si registra un soddisfacente segnale di ripresa del mattone tricolore. 

L’andamento delle vendite 

In crescita il trend delle compravendite
Come vanno le compravendite?

Ma come sta davvero il mercato residenziale italiano? Una prima nota positiva viene certamente dalla nuova crescita delle transazioni, pur in un periodo di particolare incertezza economica, che potrebbe aver indotto molti italiani a rinviare le proprie operazioni di investimento immobiliare. Confortante è anche il fatto che, pur con percentuali più contenute, l’incremento delle compravendite abbia interessato tutte le macrozone del Paese, con punte del 4,4% – 4,5% al Centro e nelle Isole. Chiarito ciò, il dossier dell’Osservatorio non mostra significative differenze con le analisi del primo quarto dell’anno, anche in relazione alla evoluzione delle compravendite di depositi pertinenziali (cantine, soffitte), box e posti auto, contraddistinte per un incremento ulteriore delle transazioni (ma in rallentamento rispetto alla prima parte dell’esercizio). 

Le valutazioni delle agenzie 

Per poter disporre di un quadro più puntuale dell’andamento del mercato immobiliare residenziale italiano, analizziamo ora l’ultimo Sondaggio congiunturale relativo allo stesso secondo trimestre 2019,  che ha ben testato il sentiment degli operatori di mercato. Da tale studio emerge innanzitutto come la quota di agenzie che ha rilevato pressioni al ribasso sui prezzi degli immobili sia rimasta sostanzialmente stabile al 16%, mentre è quasi trascurabile (3%) la quota di agenti che ha segnalato un incremento delle quotazioni. Incoraggiante è il coinvolgimento su larga scala degli intermediari. La quota di agenzie che nel trimestre ha venduto almeno un’abitazione è infatti salita all’81,7%, contro il 74,8% della precedente rilevazione. Solamente l’8% degli agenti indica però un aumento degli incarichi a vendere, contro il 9,7% della precedente rilevazione. 

Passando poi al margine medio di sconto sui prezzi di vendita, va notato come domanda e offerta si stiano gradualmente allineando, tanto che oggi la riduzione di prezzo sul valore iniziale con cui l’immobile viene collocato sul mercato è in singola cifra (9,8%). Anche in virtù di auspici da parte dei venditori più inclini a incontrare le disponibilità della domanda, ne emerge che i tempi medi di vendita sono nuovamente diminuiti, scendendo intorno ai 6 mesi, contro i 7 mesi del primo trimestre, e per un valore minimo dall’inizio della serie storica, nel 2009. Il mutuo ipotecario continua a supportare la grande maggioranza degli acquisti (circa l’80%), con loan-to-value del 74,2%. 

E infine vale la pena registrare come le attese degli agenti immobiliari sul proprio mercato di riferimento territoriale si stiano facendo più prudenti, con una maggiore cautela nel breve termine ma con una positività incoraggiante nel medio termine (2 anni). 

Vota l’articolo:

0 / 5 (0 votes)

Ti è piaciuto l'articolo?

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest

LASCIA UN COMMENTO