Pulizia canna fumaria: manutenzione, attrezzature e consigli

pulire canna fumaria camino

Siamo ormai nel vivo della stagione invernale e il freddo bussa costantemente alle porte di casa. Proprio per questo motivo dovremmo assicurarci del fatto che strumenti quali stufe e camini funzionino al meglio. In particolare, bisognerebbe controllare la canna fumaria per constatare il suo livello di pulizia.

E se la canna fumaria fosse sporca? Bene, in questa guida approfondiremo come pulire la canna fumaria, quali sono le attrezzature adatte ed i vantaggi che si possono trarre da questa operazione. Partiamo subito introducendo il discorso della manutenzione.

Come si pulisce la canna fumaria: l’importanza della manutenzione

Prima di capire come pulire canne fumarie, infatti, è giusto sottolineare il valore della manutenzione. Questa dovrebbe essere periodica ed effettuata, secondo la disciplina dettata dalla normativa tecnica UNI 10847, da uno spazzacamino abilitato con la relativa compilazione del libretto di impianto obbligatorio (entrato in funzione dal 15 ottobre 2014). Ciò detto, la manutenzione di tipo ordinario di un impianto fumario si distingue in due parti: ispezione generale ed intervento manutentivo.

Quest’ultimo a sua volta viene realizzato seguendo precise fasi. La prima consiste nella visione dell’impianto (da effettuare, eventualmente, anche con strumenti video). Successivamente avviene la scelta del sistema di pulizia e delle tipologie di spazzole da usare. A questo punto avviene l’azione di pulitura e rimozione della fuliggine (non prima di aver preparato l’area soggetta al lavoro). Infine, avviene il controllo del passaggio dei fumi per verificarne il libero scorrimento e si rimette in funzione l’impianto. Ma andiamo più nel dettaglio.

Pulire la canna fumaria: le fasi, i tempi e le attrezzature

Veniamo quindi alla vera e propria pulizia e di quali sono le fasi da seguire per far sì che questa venga fatta professionalmente. Innanzitutto, un professionista controlla l’edificio, il tetto e la situazione dei diversi comignoli. Questa prima fase gli serve a stabilire come meglio procedere per rendere sicuro il lavoro da svolgere. Dopodiché sceglie le attrezzature migliori in base alla diversa situazione.

A questo punto si occupa di sigillare la bocca del camino per evitare la fuoriuscita di fuliggini fastidiose. Dopo questo passaggio la pulizia entra nel vivo: la scovolatura può essere effettuata sia a mano che in maniera meccanica. Una volta finito c’è una seconda ispezione per controllare il risultato finale del lavoro e l’eventuale presenza di anomalie. Se tutto è andato per il meglio, le fuliggini vengono aspirate ed avviene la prova finale con penna fumogena per testare che tutto funzioni al meglio.

Oltre a come pulire una canna fumaria qualcuno si sarà chiesto quando è meglio farlo: diciamo che sarebbe meglio chiamare in causa uno spazzacamino prima dell’inverno, così da poter fare una pulizia davvero approfondita dopo mesi e mesi di inutilizzo. Una pulizia ordinaria necessita di un’ora e mezza, massimo due. Fondamentale è poi la scelta delle attrezzature.

Pensiamo alle spazzole, che devono essere diverse a seconda della forma geometrica del camino e del materiale della canna fumaria. Per esempio: se le canne fumarie sono in acciaio è opportuno utilizzano spazzole non abrasive, magari in nylon o in peck.

Il fai da te e i vantaggi di una buona pulizia

Nei paragrafi precedenti si è sottinteso che in tema di pulizia di una canna fumaria sarebbe meglio affidarsi ad un professionista. Il fai da te infatti è assolutamente sconsigliato. Il motivo è molto semplice: il privato potrebbe tranquillamente pulire da solo, ma di sicuro non sarà in grado di valutare lo stato reale di pulizia della canna fumaria.

Questo perché chiaramente non ha una grande esperienza ma anche perché è privo delle strumentazioni adeguate a ispezionare a dovere. A ciò va infine aggiunto che, oltre a sapere bene come pulire le canne fumarie, gli spazzacamini qualificati possono rilasciare un documento che attesti ufficialmente l’avvenuta pulizia. Documento che può essere utile da presentare all’assicurazione in caso di incendio del tetto.

Ebbene, finora si è spiegato come si pulisce una canna fumaria, ma non si sono ancora approfonditi i vantaggi che può portare questa pratica. Facciamolo subito: innanzitutto, bisogna sapere che un camino pulito riduce considerevolmente il pericolo di incendio dello stesso. Un problema oggi accresciuto dalla diffusione dei tetti auto ventilati, che possono contribuire a propagare facilmente i danni. E questo è un altro motivo per affidare il compito a persone esperte e a non avventurarsi in materie dove si ha poca competenza.

Altro vantaggio ottenibile da una pulizia periodica e costante del camino è quello di evitare improvvisi aumenti dei consumi. Un camino non pulito infatti ha un tiraggio ridotto, causato dalla presenza di troppa fuliggine. Basti pensare che sono necessari solo 3 millimetri di fuliggine per aumentare i consumi del 15-16%, e che questi 3 mm si depositano mediatamente in poco più di un mese di utilizzo del camino o stufa in questione.