Previsioni mercato immobiliare, la lunga strada verso la ripresa

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Previsioni mercato immobiliare, la lunga strada verso la ripresa
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La ripresa del mercato immobiliare è vicina?

Forse no o, almeno, non lo è certo il suo completamento. Ferma restando la positiva prosecuzione della strada di “rigenerazione” di un mercato messo a durissima prova dalla lunga crisi iniziata lo scorso decennio, appare evidente che i dati su compravendite, prezzi e mutui non sono ancora vicini a quanto desiderabile, e – ancor meno – di quanto fosse la situazione ex ante.

A confermare tale valutazione sono peraltro le ultime istantanee pubblicate da Nomisma nel suo consueto rapporto che contiene le previsioni del mercato immobiliare per il biennio, secondo cui continuerà la lenta ripresa iniziata dal 2013, ma non si giungerà ancora al consolidamento di una posizione di maturazione.

Previsioni compravendite

In particolare, le previsioni Nomisma ci dicono che le compravendite per il 2019 toccheranno quota 586.412 unità, contro le 566.057 unità che erano state stimate per il 2018. Nel 2020 il valore dovrebbe salire ancora, ma la spinta sarà tenue, e verrà mancato l’obiettivo psicologico delle 600.000 unità (l’anticipazione del report sostiene che le unità compravendute si fermeranno a 594.694 unità).

Previsioni mutui

Passando ai dati previsionali sui mutui erogati, il valore è stimato vicino ai massimi di breve periodo: nel 2018 le erogazioni sono state pari a 48,454 miliardi di euro, che dovrebbero diventare 49,523 miliardi nel corso del 2019, per poi scendere lievemente a 49,450 miliardi nel 2020.

Previsioni prezzi

Sul fronte prezzi, l’Italia confermerà la sua frammentazione. Alcune aree immobiliari hanno già manifestato delle buone vivacità e, su tutte, Milano continuerà a garantire interesse per investimenti nazionali e internazionali: difficile però che i prezzi a Milano possano crescere in maniera omogenea, considerato che sono già state toccate delle soglie piuttosto elevate.

Problema opposto, conclude Nomisma, nelle aree di minore pregio e nei centri meno sviluppati: qui la domanda si manterrà presumibilmente scarsa o insufficiente per soddisfare le ambizioni dell’offerta, generando nuove pressioni al ribasso sui prezzi.