Più di tre case su quattro sono a rischio idrogeologico

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Rischio idrogeologico
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Il rischio idrogeologico è fattore piuttosto diffuso in tutto il territorio nazionale ma, nonostante tale evidenza, poche sono le abitazioni che possono definirsi sufficientemente in “sicurezza”. Stando ai dati dell’ANIA, l’associazione nazionale di riferimento per le assicurazioni, ben il 78% delle case sarebbe infatti esposto ai rischi da dissesto idrogeologico e da eventi climatici estremi, e solo una minima quota li sta fronteggiando adeguatamente.

Un bel problema, considerato che solo il 2% delle abitazioni interessate è effettivamente coperto da tale pericolo, e che la spesa annua per poter riparare i danni catastrofali supera costantemente i 3 miliardi di euro.

L’Italia, un territorio ad alto rischio

In fondo, basterebbero solo i numeri di cui sopra per poter giustificare la richiesta di una maggiore attenzione e prevenzione assicurativa sul fenomeno. Eppure, scarsa è la sensibilità effettiva: i privati tardano a comprendere l’importanza della tutela contro tali rischi o, forse, non forniscono la giusta valutazione al rapporto premio / benefici di simili polizze. Nel mentre, da più parti si solleva la richiesta di un intervento statale in merito, che possa rompere gli indugi mediante la previsione di incentivi finalizzati a coprire almeno in buona parte i costi delle coperture assicurative contro i rischi catastrofali.

Come se non fossero sufficienti le brevi valutazioni di cui sopra, negli ultimi giorni Nicola Ricci, presidente dell’Osservatorio nazionale condomini, ha rammentato come tra il 1970 e il 2016 ben sei dei dieci terremoti più devastanti del vecchio Continente fossero localizzati proprio in Italia. Una fotografia impietosa del nostro Paese, in cima alla graduatoria dei territori con il maggiore rischio idrogeologico.

Urge un cambio di rotta

A margine di quanto sopra, appare chiaro come sia urgente un deciso cambio di rotta rispetto al passato, permettendo al nostro Paese di staccarsi dagli ultimi posti in Europa in tema di difesa del patrimonio immobiliare.

Ai terremoti più drammatici occorre infatti aggiungere i sempre più frequenti eventi meteorologici estremi, che hanno falcidiato ampie zone del nostro Paese, e che nel corso del prossimo futuro potrebbero diventare una triste costante. Un impulso fondamentale, insomma, per indurre in maggiore considerazione la necessità di una tutela più ampia.