Mutui casa, il 2018 è stato l’anno del tasso fisso

Erogazioni al top per il mutuo a tasso fisso nel 2018. Ad affermarlo sono le ultime riconduzioni statistiche compiute dall’Osservatorio di MutuiOnline.it, secondo cui grazie a un costo del denaro raramente così conveniente, i nuovi mutuatari italiani hanno deciso di optare in massa per la “certezza” che solo il tasso fisso è in grado di attribuire al proprio piano di ammortamento.

Stando ai dati dell’Osservatorio, l’attuale scenario dei tassi ai minimi ha inoltre determinato la possibilità di acquistare una casa a condizione evidentemente molto convenienti, soprattutto proprio per quanto concerne i mutui a tasso fisso, i quali hanno facilmente conquistato una quota di mercato pari all’84% medio nell’anno, e all’89% medio nell’ultimo trimestre rispetto al totale erogato.

Mutui tasso fisso, preferenza al top

La preferenza verso il tasso fisso è d’altronde ben condivisibile. Ricorrere a un tasso che non cambia lungo l’intero piano di ammortamento del proprio mutuo – e che oggi è ancora vicino ai minimi storici (irripetibili, almeno nel breve / medio periodo) – conferisce una migliore prevedibilità sul proprio futuro, ponendo il mutuatario al riparo da una sostanziale certezza: che i tassi di interesse cresceranno nel corso dei prossimi anni, determinando così un’impennata delle rate dei mutui.

Importi richiesti ed erogati

Passando poi alle erogazioni, il quarto trimestre 2018 è stato un periodo di importante accelerazione per quanto concerne l’importo richiesto, con una media di 131.545 euro che è di circa 2.500 euro maggiore rispetto a quella del trimestre precedente. Un incremento che ha intuibilmente trascinato al rialzo anche le erogazioni: la media del trimestre è pari a 127.367 euro, anch’essa in forte rialzo rispetto ai quarti precedenti.

Sul fronte delle classi di importo, la fascia più gettonata è certamente quella tra i 50 e i 100 mila euro, con il 35,4%, davanti all’intervallo tra i 100 e i 150 mila euro, con il 31,4% delle richieste. Cresce infine il loan-to-value, ovvero il rapporto tra il mutuo concesso e il valore commerciale dell’immobile, che vede prevalere la fascia tra il 70% e l’80%, in grado di assorbire il 37,1% delle richieste, e il 26,9% delle erogazioni.

Infine, per quanto concerne l’identikit del mutuatario, il profilo “tipo” è un uomo del Nord Italia (42,2%), tra i 36 e i 45 anni (43%), con lavoro a tempo indeterminato (82,4%) e stipendio tra i 1.500 e i 2.000 euro (36,3%).

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