Muffa in un appartamento in affitto: Cosa prevede la legge

Come eliminare la muffa dai muri

Cosa fare quando l’appartamento in affitto ha la muffa? A chi spetta rimuovere l’umidità e cosa fare in caso di inadempienza?

Spesso succede che la casa presa in affitto possa avere dei problemi di umidità, causate da diverse problematiche, spesso non imputabili all’inquilino, come un cattivo isolamento delle pareti, la mancanza di un cappotto termico o l’umidità di risalita.

La legge prevede che il locatore ha l’obbligo di consegnare all’inquilino, l’appartamento in condizioni idonee per uso abitativo e di provvedere alla sua manutenzione al fine di rendere ideo l’appartamento per tutta la durata del contratto.

Di conseguenza, in caso di problemi strutturali dell’appartamento oppure di mancata manutenzione, è il proprietario che dovrà intervenire. Sono gli articoli 1578 e 1581 del codice civile che stabiliscono che in presenza di vizi dell’appartamento che causano l’inidoneità dell’immobile, l’inquilino ha i seguenti diritti:

  • chiedere la riduzione del canone di locazione
  • recedere dal contratto (risoluzione contrattuale) con la possibilità di lasciare l’immobile senza il termine di preavviso.

Tuttavia, l’inquilino non può chiedere al locatore l’esecuzione di lavori di manutenzione straordinaria come il cappotto termico o l’isolamento dell’appartamento ne tantomeno il risarcimento danni se il locatore si attiva tempestivamente per la risoluzione del problema.

L’inquilino invece ha l’obbligo di custodire l’immobile in buono stato comunicando al locatore in modo tempestivo gli eventuali problemi che possono sorgere durante il contratto, al fine di permettere al locatore di intervenire per tempo e limitare i danni (articolo 1577 del codice civile).

Sono a carico dell’inquilino le spese derivanti dalla cattiva gestione dell’appartamento come ad esempio un possibile allagamento del bagno per incuria.

Muffa nell’appartamento: chi paga?

In caso di muffa in affitto a chi spetta pagare? La prima cosa da capire è verificare l’origine del problema. Occorre infatti accertarsi della causa di formazione della muffa, l’eventuale presenza di difetti dell’immobile o degli impianti o la catttiva conduzione dell’immobile da parte dell’inquilino.

Per tutte le problematiche relative alle cause strutturali dell’immobile risponde il locatore, tranne in casi in cui l’origine del problema è da imputarsi al condominio, in tale caso il locatore può chiedere il risarcimento dei danni subiti.

Qualora il danno è causato da una parte in comune dell’edificio, la mancata assemblea condominiale non rappresenta una giustificazione per il locatario che dovrà quindi procedere con la risoluzione del contratto o con la riduzione del canone mensile a favore dell’inquilino.

Cosa fare se il padrone di casa non rimuove la muffa?

Se il locatore dell’appartamento in affitto si rifiuta di rimuovere la muffa, l’inquilino può richiedere la risoluzione del contratto, richiedere uno sconto sul canone di locazione o lasciare l’appartamento in affitto senza preavviso, a patto che il vizio sia grave da impedire il normale utilizzo dell’appartamento.

Nell’ipotesi in cui il padrone di casa non dovesse acconsentire alle disposizioni previste dal codice civile, l’inquilino puà rivolgersi al giudice di pace e richiedere la cessazione del contratto o la riduzione del canone. Non è previsto invece che l’inquilino proceda con soluzioni autonome senza una dichiarazione esplicita del giudice dato che potrebbe incorrere in un grave inadempimento con la conseguenza di subire un possibile sfratto.