Il mercato immobiliare in Italia vale il 20% del PIL

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Il mercato immobiliare in Italia vale il 20% del PIL
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Quanto vale il mercato immobiliare in Italia?

La domanda, apparentemente riscontrabile con una risposta sintetica, apre in verità margini di valutazione ampi e incerti. E, in tal senso, non sfugge che negli ultimi giorni Salvatore Rossi, direttore generale di Bankitalia e presidente IVASS, abbia voluto compiere un’interessante analisi di quanto stia accadendo nel real estate tricolore, e di quale sia il peso specifico di tale comparto per l’economia della Penisola, con l’obiettivo di comprendere in che modo tale settore possa spingere, o deprimere, il PIL del Paese.

Il mattone pesa per il 20% del PIL

In tale ambito, Rossi rammenta come il valore complessivo degli investimenti in costruzione, e la spesa per affitti e servizi di intermediazione immobiliare, rappresenti circa un quinto del PIL italiano, e che in attività immobiliari sia investito circa il 60% di tutto il patrimonio complessivo delle famiglie. A ciò si aggiunga che un terzo degli impieghi bancari totali sono rappresentati dai prestiti alle famiglie per mutui immobiliari, e finanziamenti alle imprese del settore.

Una fotografia – quella sopra così scattata – che dovrebbe contribuire a sottolineare l’importanza del mercato immobiliare nell’economia italiana, sebbene probabilmente non possa permettere una piena disamina della sua assoluta rilevanza. Basti considerare, ad esempio, che il peso degli immobili non influenza l’economia e il credito in modo diretto, quanto anche in maniera indiretta, come accade – e accade di sovente – nell’ipotesi in cui gli immobili fungano da garanzia ipotecaria per la concessione di finanziamenti anche non legati al settore.

 

Prezzi degli immobili, si punta sulla crescita di breve termine

Di qui, un nuovo spunto per poter comprendere al meglio quanto valga realmente il mercato immobiliare italiano per l’economia della nazione. Sia sufficiente rammentare che se i prezzi degli immobili crescono (come ci auguriamo facciano nel breve termine, invertendo la lunga tendenza depressiva), cresce anche il rendimento atteso delle imprese delle costruzioni, e cresceranno altresì altri aspetti dell’economia nazionale: le nuove costruzioni, la fiducia delle famiglie e i relativi consumi, i prestiti bancari grazie all’incrementato valore delle garanzie, e così via.

Insomma, il mercato immobiliare vale molto di più di quanto non dicano i numeri. E, proprio per questo motivo, il 2019 potrebbe rappresentare un impulso molto importante per consentire al mattone tricolore di giocare un rinnovato ruolo di spinta per la crescita nazionale.