I mutui costano sempre meno

Lo dice Bankitalia, il costo del denaro per i mutuatari italiani continua a diminuire. È allora proprio questo il momento giusto per acquistare un immobile?

 

Continua la flessione del costo del denaro per i mutuatari italiani, con una nuova contrazione del tasso medio sui finanziamenti erogati per le operazioni di acquisto delle abitazioni, che rende ancora più conveniente la sottoscrizione di contratti di indebitamento per il compimento di transazioni immobiliari. 

Crescono i finanziamenti alle famiglie 

Mutuo e affitto: sepse a confronto
Mutuo sempre più conveniente per le famiglie

Non è questo, come vedremo, l’unico dato di particolare rilievo e interesse che emerge nel dossier mensile di Bankitalia, che certifica – tra gli altri elementi informativi come rimanga piuttosto alto il ritmo di crescita dei finanziamenti alle famiglie, soprattutto per quanto attiene i mutui casa, che si mantengono in rotta per un + 2,5% su base annua, contro il + 2,6% registrato a febbraio. 

Passando ai tassi di interesse applicati alle operazioni di finanziamenti immobiliari, il costo del denaro è oggi in calo al 2,17%, contro il 2,27% del mese precedente (comprensivo delle spese accessorie). Contrariamente a quanto era dunque ipotizzabile qualche mese fa, sembra essere rinviata a data da destinarsi l’inversione di tendenza nell’evoluzione dei tassi dei mutui. L’ipotesi di rimbalzo del costo del denaro pare peraltro – sottolineano autorevoli analisti – spostato forse al 2020 o al 2021. 

Risultano peraltro essere in flessione anche i tassi sui nuovi prestiti alle imprese, anche se in questo ambito l’elemento più significativo è l’allargamento dei differenziali di tasso tra i finanziamenti destinati alle piccole aziende, e quelli che invece sono destinati alle grandi organizzazioni imprenditoriali. A dimostrazione di ciò, si noti come i tassi di interesse sui nuovi prestiti di importo fino a 1 milione di euro, e dunque sulle linee di credito che generalmente sono erogate in favore delle imprese più piccole, sono oggi pari al 2,02%, mentre i tassi di interesse sui nuovi prestiti che hanno un importo superiore a 1 milione di euro sono in flessione allo 0,91%. 

Banche più timide nei confronti delle imprese 

A proposito di imprese, Bankitalia sottolinea come i prestiti delle banche italiane alle imprese a marzo abbiano rilevato un nuovo calo, con una flessione dello 0,7% che fa il bis dopo il – 0,2% del mese di febbraio. Complessivamente, però, i prestiti erogati al settore privato, con correzione per poter tenere in considerazione le cartolarizzazione e gli altri crediti che sono ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono aumentati dello 0,8% su base annua, in flessione rispetto al + 1,2% del mese di febbraio. 

Ne deriva che anche nel corso del terzo mese dell’anno il contributo positivo per orientare al rialzo il volume del nuovo erogato è legato alle concessioni di finanziamenti alle famiglie, per mutui e per altre forme tecniche di credito. 

E per i prossimi mesi? 

Prolungando quanto abbiamo avuto modo di annotare per il primo trimestre 2019, riteniamo che anche nel prossimo futuro a breve termine non vi saranno particolari sorprese sul fronte dei tassi di interesse, con il costo del denaro per le transazioni di mutuo che dovrebbero conservarsi su soglie di grandissima convenienza, stimolando – probabilmente – l’evoluzione delle erogazioni di finanziamento immobiliare, ammesso che le maglie del credito da parte delle banche tricolori rimangano sufficientemente generose. 

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