Guida completa per la videosorveglianza fai da te

videosorveglianza casa

Tra i pregi portati dallo sviluppo di internet e delle tecnologie Wi-Fi, c’è sicuramente l’abbassamento dei costi medi per quanto riguarda il campo della videosorveglianza di casa. In passato riuscire a montare delle telecamere di sicurezza per la propria abitazione rappresentava una scelta destinata a pochi eletti: le installazioni risultavano parecchio costose e necessitavano spesso dell’intervento di un tecnico specializzato.

Ma i tempi sono cambiati ed oggi è possibile allestire un sistema di videosorveglianza fai da te senza troppi problemi. Chi però si ritrova ad affrontare il tema per la prima volta potrebbe avere parecchi dubbi, come: che tipo di telecamera utilizzare? Meglio un collegamento Wi-Fi o cablato? Come si configura il tutto? E le immagini, come si controllano? In questa piccola guida si cercherà di rispondere a tutte queste domande.

Telecamere fai da te: importanti per la sicurezza, ma non solo

Innanzitutto, è sbagliato pensare che un impianto di videosorveglianza fai da te possa avere come fine soltanto la sicurezza domestica. Questo, infatti, può essere sfruttato per tenere sotto controllo una serie di situazioni: per fare un esempio, chi vive in zone rurali può visionare se di notte, in giardino, si avvicinano delle bestie selvatiche; oppure si possono ricontrollare le immagini per vedere come si comporta il proprio animale domestico quando viene lasciato da solo a casa; oppure ancora, è possibile monitorare il comportamento di una baby-sitter a cui vengono affidati i propri figli.

Impianto sorveglianza fai da te: come scegliere la telecamera

Per quanto riguarda la scelta della telecamera, bisogna tenere conto dell’uso che se ne vuole fare. Ad esempio, si vuole controllare l’esterno della porta d’ingresso? In quel caso un impianto vero e proprio non serve ma basta installare una singola telecamera. Se invece l’obiettivo è quello di controllare il giardino o comunque la zona esterna di accesso all’abitazione? In tal caso bisogna munirsi di telecamere di tipo IP. Si tratta di particolari telecamere di ultima generazione che, tra le altre cose, resistono alle intemperie e permettono una registrazione delle immagini in alta qualità.

Per andare più nello specifico, esistono diverse tipologie di telecamere di videosorveglianza fai da te: da interno o da esterno, da dividere in due sottocategorie, ovvero fisse o motorizzate. Nel primo caso si tratta di telecamere non impermeabili che vengono fissate su muri interni o addirittura appoggiate su mobili.

Quelle motorizzate si differenziano dalle fisse per la possibilità di ruotare e quindi per un campo d’azione più ampio. Allo stesso modo, le telecamere da esterno si differenziano da quelle interne per l’impermeabilità, fondamentale contro l’azione degli agenti atmosferici, e per la portata più estesa (fino a 20 metri contro i 6 metri di quelle interne). Anche in questo secondo caso le motorizzate differiscono per il maggiore campo d’azione, in quanto mobili.

Kit videosorveglianza fai da te: installazione e configurazione del sistema

Una volta scelto con cura quale telecamera utilizzare, bisogna anche avere presente che, per trasmettere i video e per salvarli in archivio, queste necessitano di una connessione ad Internet. Ergo, bisogna capire se affidarsi a telecamere di sorveglianza fai da te cablate o Wi-Fi.

Per chi a casa ha un router Wi-Fi la scelta è facile, anche perché dover collegare tutti i dispositivi via cavo può essere un bel fastidio. Anche in caso di router poco potente e che non riesce da solo a raggiungere l’impianto fuori casa, il problema si può risolvere facilmente con l’uso di un ripetitore di segnale.

Altrimenti, la scelta deve ricadere su una telecamera cablata. C’è da dire che molte telecamere IP possono sfruttare la connessione alla rete con un cavo Ethernet anche per l’alimentazione. Un bel vantaggio che evita l’ingombro di un secondo cavo. Ad ogni modo, non c’è un’opzione migliore a prescindere ma tutto dipende dal proprio caso specifico.

Si giunge quindi al momento dell’installazione, molto meno complicato di quanto si possa credere. Il più delle volte basta fare un buchetto sul muro per permettere ai cavi di arrivare all’impianto. Anche la configurazione, una volta accesa la telecamera, in genere non occupa più di un quarto d’ora.

Oggi, infatti, è il produttore stesso che fornisce al cliente un’app che può dare la possibilità di completare la procedura direttamente da smartphone o tablet. Sempre tramite l’utilizzo di un device si possono modificare le impostazioni: cambiare la qualità di ripresa, fermare o far riprendere la registrazione, zoomare e quant’altro. Se non c’è l’app, l’alternativa è monitorare le immagini da un portale web apposito. In ogni caso, è possibile avere accesso alla registrazione sempre e dovunque a patto di essere connessi alla rete.