Cucina a induzione: consumi, funzioni e costi

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Via il gas, dentro l’elettricità: è stato questo il mantra degli ultimi anni per migliaia e migliaia di famiglie. L’obiettivo è molteplice: da un lato abbassare i consumi, dall’altro limitare le emissioni nocive per l’ambiente. In tal senso una delle soluzioni più utilizzate è il piano cottura a induzione a basso consumo. Questo rappresenta una scelta ottimale dal punto di vista sia dei costi che della sicurezza.

Si tratta di un piano cottura che sfrutta la corrente elettrica, cuocendo i cibi senza utilizzare fiamme e limitando quindi anche gli eventuali incidenti domestici. C’è da dire però che, pur essendo assai efficiente, il piano cottura ad induzione è comunque meno conveniente del gas metano. Perché? Prima di scoprire quanto consuma una cucina a induzione, vediamo meglio cos’è e come funziona.

Piano cottura a induzione: consumi, caratteristiche e funzionamento

Innanzitutto, c’è da sapere che ci sono delle differenze con i diversi sistemi di cottura alogeni, radianti ed elettrici. Nel piano di cottura radiante, per esempio, il calore che viene generato scalda prima il piano e poi le pentole secondo un principio di trasmissione. I piani alogeni sono molto simili a quelli radianti, differenziandosi per la resistenza: questi utilizzano una lampada a infrarossi per generare calore.

Il piano di cottura a induzione invece non produce calore ma riscalda le pentole sfruttando un campo magnetico che si genera grazie a delle bobine alimentate ad energia elettrica. Funziona così: il calore si produce sotto la superficie in vetroresina e si irradia sulle pentole senza alcuna dispersione termica. Caratteristiche che assicurano al piano ad induzione una resa molto superiore rispetto agli altri due visti sopra, tant’è che il suo rendimento termico è pari a 45%-60%.

Insomma, la cucina a induzione è senza dubbio quella più moderna. Questo a patto di utilizzare le giuste pentole. Le pentole, infatti, devono essere provviste di un fondo piatto e soprattutto devono essere in ferro. Lo stesso fondo deve essere magnetico, così da poter assicurare un funzionamento corretto del sistema a induzione. Come si fa a capirlo? Bisogna utilizzare una calamita. Questa va avvicinata al fondo della pentola: se aderisce perfettamente, allora è adatta al piano di induzione. In caso contrario, l’alternativa è munirsi di dischi adattatori.

Piano cottura elettrico: tra kilowattora e costi

Nonostante il passo avanti dettato dal piano a induzione, questo ha comunque dei difetti. In particolare, nei suoi confronti c’è qualche dubbio se si considera la potenza elettrica elevata e assorbita dalle bobine. Meglio fare qualche esempio concreto. L’utilizzo di un fornello singolo di un piano di induzione può generare un assorbimento elettrico pari a circa 2.000 W, se utilizzato alla massima potenza. Al contrario, se utilizzato a potenze più basse e secondo i giusti cicli di accensione e spegnimento, può garantire un buon risparmio energetico.

Bisogna considerare anche che un piano cottura a induzione genera un assorbimento di corrente molto alto all’avvio: questo può arrivare anche a 3.600 W. Durante l’uso invece utilizza soltanto 600 W. E se si usano tutte le zone di cottura? In quel caso il consumo della cucina a induzione può superare anche i 3.000 W, soprattutto se si hanno in funzione altri apparecchi. Questo significa che la prima cosa da tenere a mente quando si analizzano i consumi di una cucina a induzione è la capacità del contatore. Si deve valutare la possibilità di aumentarne la potenza, magari dai 4 ai 6 kW.

Ma il contatore non è l’unico elemento da considerare. Altro fattore di rilievo è l’investimento di partenza. A occhio e croce, questo è mediamente superiore rispetto a quello di un piano di cottura a gas. Un piano di cottura a induzione, infatti, ha un costo che si aggira intorno ai 300 euro, un piano a gas invece si ferma sui 200 euro.

Consumo cucine a induzione: pregi e difetti

In generale quindi, se si guarda ai costi e ai consumi, sembrano essere conveniente i più tradizionali sistemi di cottura, quelli che utilizzano la fiamma. La cucina a induzione consuma meno di quella a gas, ma la verità è che i costi del gas metano sono inferiori e sul lungo periodo il risparmio in bolletta è sicuramente importante.

C’è da dire però che la resa energetica del sistema a induzione non è paragonabile a quelli tradizionali. Il calore che si produce con l’induzione è diretto e non subisce dispersioni, garantendo anche una maggiore velocità di cottura rispetto al gas (e, indirettamente, una migliore gestione dell’energia che si utilizza).

Cucina induzione consumi: la potenza del contatore incide tanto

Oltre alla tariffa sull’energia o al prezzo del gas che cambia da un fornitore all’altro, bisogno tenere conto di un altro fattore: la potenza del contatore, a cui si è già accennato sopra.

Da un lato, infatti, ci sono i contatori classici (con soglia minima di 3 kW) con un rischio di distacco molto alto, dall’altro i contatori più potenti (fino a 6 kW), di cui però bisogna considerare i costi aggiuntivi per l’attivazione. Solo considerando tutti questi elementi si può avere un quadro preciso su quanto consuma la cucina a induzione.

Domande Frequenti – Cucina a Induzione

Come funziona la cucina ad induzione?

Il piano di cottura a induzione non produce calore ma riscalda le pentole sfruttando un campo magnetico che si genera grazie a delle bobine alimentate ad energia elettrica. Funziona così: il calore si produce sotto la superficie in vetroresina e si irradia sulle pentole senza alcuna dispersione termica. Caratteristiche che assicurano al piano ad induzione una resa elevato, tant’è che il suo rendimento termico è pari a 45%-60%.

Quanto consuma una cucina a induzione?

L’utilizzo di un fornello singolo di un piano di induzione può generare un assorbimento elettrico pari a circa 2.000 W, se utilizzato alla massima potenza. Al contrario, se utilizzato a potenze più basse e secondo i giusti cicli di accensione e spegnimento, può garantire un buon risparmio energetico.

Bisogna considerare anche che un piano cottura a induzione genera un assorbimento di corrente molto alto all’avvio: questo può arrivare anche a 3.600 W. Durante l’uso invece utilizza soltanto 600 W. Se si usano tutte le zone di cottura il consumo della cucina a induzione può superare anche i 3.000 W, soprattutto se si hanno in funzione altri apparecchi.

Quanto costa un piano cottura a induzione?

Un piano di cottura a induzione, infatti, ha un costo che si aggira intorno ai 300 euro, un piano a gas invece si ferma sui 200 euro.