Cos’è il contratto preliminare di compravendita di un immobile

Cosa bisogna sapere sul contratto preliminare di compravendita di un immobile, necessario per l’acquisto di una casa, a proposito di registrazione e caparra.

 

Il contratto preliminare di compravendita di un immobile, noto anche come compromesso di vendita, è un accordo attraverso il quale un venditore e un compratore si impegnano a stipulare in un secondo momento un vero e proprio contratto di compravendita. Nel caso in cui non ci fosse la possibilità di procedere con la vendita immediata di una casa, il preliminare di compravendita rappresenta il passaggio che precede il rogito. Il proprietario interessato a vendere, chiamato promittente venditore, e l’acquirente che vorrebbe comprare, chiamato promittente acquirente, si impegnano in modo vincolante dal punto di vista giuridico a vendere e comprare rispettivamente l’immobile, assumendo l’obbligo di sottoscrivere un successivo contratto di compravendita definitiva, con il quale avverrà il passaggio di proprietà.

Affinché il contratto preliminare di compravendita di un immobile sia effettivo, sarà necessario:

  • redigerlo in forma scritta e firmarlo (devono farlo entrambe le parti);
  • registrarlo entro 20 giorni presso l’Agenzia delle Entrate;
  • trascriverlo nei registri immobiliari.

 

Cosa contiene il contratto preliminare di compravendita immobiliare

 

A differenza della proposta di acquisto, il compromesso di vendita ha carattere vincolante: ciò significa che, una volta stipulato, se le due parti non sottoscrivono il contratto di compravendita incorrono in alcune conseguenze. L’affare deve quindi essere concluso.

Il contratto preliminare di compravendita di un immobile deve essere molto dettagliato. Deve contenere il prezzo di vendita, l’indirizzo e la descrizione dell’immobile, l’attestazione di conformità dei dati e le planimetrie catastali.

Bisognerà inoltre verificare che:

  • il venditore sia effettivamente il proprietario dell’immobile;
  • quest’ultimo sia in regola dal punto di vista edilizio;
  • gli impianti siano a norma;
  • non si vada incontro al pagamento di eventuali debiti non pagati, quali spese effettuate nel condominio;
  • il proprietario sia in possesso dell’attestato di certificazione energetica, del certificato di stato libero ed eventuali atti notarili relativi a vendite dell’immobile precedenti.
  • A questo punto, dovranno essere fissate le forme di pagamento del contratto preliminare di compravendita immobiliare e le scadenze per stipulare il contratto di vendita.

Preliminare di vendita: caparra e acconto

Caparra e acconto, come funziona
Caparra e acconto, come funziona

Nel preliminare di compravendita immobiliare dovranno essere indicate anche eventuali somme che l’acquirente deve versare in anticipo, specificando se si tratti di una caparra o di un acconto. La differenza è molto importante e consiste nel fatto che:

  • la caparra è una garanzia che serve a tutelare le parti nel caso in cui la compravendita non dovesse poi concretizzarsi;
  • l’acconto, invece, è un anticipo su quello che è l’effettivo prezzo di vendita dell’immobile. L’acconto, di conseguenza, non ha una funzione di garanzia tra le parti e nel caso in cui la compravendita non dovesse avvenire, il venditore è tenuto a restituire all’acquirente i soldi anticipati, anche nei casi in cui il responsabile del fallimento della trattativa dovesse essere l’acquirente.

In definitiva, la caparra (chiamata anche caparra confirmatoria) è una garanzia per le parti in caso di inadempimento del contratto preliminare di vendita. Nel caso in cui non si arrivasse al rogito, dovrà essere restituita all’acquirente, mentre se la trattativa dovesse andare in porto potrà essere tramutata in acconto sul prezzo di vendita.

Quindi, se la compravendita non dovesse realizzarsi:

  • nel caso di responsabilità da parte dell’acquirente, il proprietario dell’immobile potrà tenere i soldi della caparra;
  • in caso contrario, sarà invece tenuto a restituirla.

 Registrazione preliminare di vendita

Le tasse da pagare
Le tasse da pagare dopo a registrazione del prelimianre

 

Il contratto preliminare di compravendita di un immobile dovrà essere obbligatoriamente registrato. Si hanno a disposizione 20 giorni di tempo per farlo dal momento in cui è stato stipulato. La registrazione prevede il pagamento delle seguenti imposte:

  • l’imposta di registro, del valore di 200 euro;
  • l’imposta di bollo, che dovrà corrispondere a 16 euro ogni 4 facciate e comunque ogni 100 righe.

Nel caso di caparre o acconti versati, sarà prevista invece l’imposta proporzionale di registro, che potrà poi essere detratta da quella prevista per la registrazione del contratto di compravendita. Tale imposta corrisponde:

  • allo 0,5% sulle somme pagate a titolo di caparra confirmatoria;
  • al 3% sulle somme pagate a titolo di acconto sul prezzo di vendita.

Nel caso del contratto preliminare di compravendita immobiliare, non ci si dovrà necessariamente rivolgere a un notaio. Nel caso cui si decidesse di farlo, al fine di avere maggiori tutele, il notaio dovrà effettuare la registrazione entro trenta giorni e, quindi, bisognerà considerare anche la parcella del notaio tra le spese notarili per l’acquisto della casa. Sei interessato a una proprietà per poter stipulare un contratto preliminare di compravendita immobiliare? Su Immobili Ovunque potrai trovare la casa in vendita che più si addice alle tue esigenze.

Vota l’articolo:

5 / 5 (1 votes)

Ti è piaciuto l'articolo?

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest

LASCIA UN COMMENTO