Compravendite immobiliari, dati in crescita del 6,7% nel III trimestre 2018 – Crif

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Compravendite case
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L’ultimo bollettino Crif, aggiornato a quanto accaduto nel mercato immobiliare al III trimestre 2018, afferma che il tiepido miglioramento della situazione finanziaria delle famiglie da una parte, e il basso livello dei tassi di interesse sui mutui, starebbero giocando un ruolo doppiamente favorevole per spingere gli italiani verso la sottoscrizione di contratti di compravendita.

Compravendite immobiliari in aumento del 6,7%

Stando a quanto afferma la Bussola Mutui Crif, in particolar modo, nel corso del terzo trimestre 2018 la crescita registrata nelle compravendite immobiliari è stata del 6,7%, con un’accelerazione rispetto al + 5,6& e al + 4,3% del secondo e del primo trimestre 2018.

Dinanzi a tale ottimismo sull’evoluzione di acquisto casa, emergono tuttavia alcuni aspetti che meriterebbero essere approfonditi. In primis, i prezzi delle case ancora in calo: il 2018 è infatti andato in archivio con una contrazione dell’1,4% che, pur la minore dal 2011 a questa parte, non permette ancora di celebrare l’attesa inversione di tendenza.

Spread in crescita, i mutui diventano più cari

L’altro dato di particolare rilievo è quello che riguardare il costo dei mutui. Sebbene il livello dei tassi di interesse sia su soglie storicamente basse, qualcosa sta cambiando nella policy degli istituti di credito tricolori, tanto che i migliori spread di offerta di denaro nel quarto trimestre 2018 e nella prima porzione del 2019 sono cresciuti di 20 punti base sia per i mutui a tasso fisso, che per i mutui a tasso variabile.

Nel dettaglio, il bollettino informa come per un mutuo di 140 mila euro, con piano di ammortamento a 20 anni, e valore dell’immobile pari a 220 mila euro (loan-to-value inferiore al 65%), i migliori spread a gennaio 2019 sono pari allo 0.90% sui mutui a tasso variabile e allo 0,20% sui mutui a tasso fisso.

In tale contesto, i consumatori italiani sembrano ragionevolmente optare ancora per il ricorso in massa all’indebitamento a tasso fisso, che nel quarto trimestre 2018 è stato scelto dal 68% dei nuovi mutuatari, in grado di apprezzarne – evidentemente – i valori aggiunti in termini di sicurezza dei pagamenti, al riparo dalle future, certe, crescite dei tassi di mercato.