I compiti dell’amministratore di condominio

Quali sono i poteri e i doveri dell'amministratore del condominio

Se abitate in un palazzo molto probabilmente vi sarete chiesti qual è lo scopo e quali sono i compiti dell’amministratore di condominio.

A tratti viene quasi vista come una figura mitologica e si pensa a lui come un uomo in grado di risolvere con uno solo schiocco di dita ogni problematica che si può creare tra i condomini o riguardante la gestione delle aree comuni di un appartamento.

In realtà, i poteri e doveri dell’amministratore di condominio sono svariati e sono tutti regolamentati da delle leggi ben precise contenute nel codice civile. Riassumendo possiamo dire che questo professionista rappresenta il potere esecutivo del condominio e ne gestisce i beni. Ma nello specifico, quali sono gli adempimenti dell’amministratore di condominio e cosa fare se non interviene?

Requisiti amministratore di condominio, quali sono?

Secondo la legge la figura dell’amministratore di condominio è obbligatoria laddove nell’immobile ci siano più di otto inquilini.

L’amministratore può essere una persona fisica, ma anche una società di persone o di capitale. Nel primo caso, per essere nominato, bisogna rispondere a determinate caratteristiche come il non aver compiuto atti contro la Pubblica Amministrazione o il non essere stati interdetti. Ancora più importanti sono però i requisiti che l’amministratore di condominio deve avere per essere nominato tale:

  • avere il diploma di scuola superiore di secondo grado
  • aver seguito un corso di formazione
  • aggiornarsi con corsi ad hoc periodicamente in tema di amministrazione condominiale

Doveri e compiti dell’amministratore condominiale

Entrando nel merito dei cosiddetti poteri e doveri dell’amministratore di condominio è importante ricordare che questa figura, come abbiamo detto, è l’organo esecutivo e il rappresentante legale del condominio e quindi ha il compito di dare voce alle decisioni prese dall’assemblea di condòmini.

A seconda poi dell’incarico ricevuto e da quanta libertà di azione i condomini hanno convenuto di affidargli, l’amministratore condominiale si può occupare degli atti di ordinaria amministrazione oppure anche quelli straordinari.

Generalmente, poiché comportano spese e decisioni importanti come magari quelle inerenti il rifacimento del tetto o della facciata, l’amministratore di condominio, prima di agire deve avere una apposita delega. Altro compito dell’amministratore, forse quello più comune per cui tutti lo conosciamo, è la convocazione dell’assemblea di condominio almeno una volta all’anno per approvare il rendiconto della gestione condominiale.

I compiti più comuni dell’amministratore di condominio

Gli atti di ordinaria amministrazione di cui si occupa l’amministratore di condominio sono i più comuni. Il suo ruolo è quello di fare rispettare il regolamento affinché tutti i condòmini possano usufruire dei beni comuni in modo eguale. Dai parcheggi alle aree pubbliche, l’amministratore ha la possibilità di sanzionare chi non rispetta la regolamentazione e ogni abitante può rivolgersi a lui per far valere il proprio diritto, anche ad esempio in caso di rumori molesti o turbamento della quiete pubblica.

Altro compito dell’amministratore è poi quello di occuparsi della manutenzione delle aree comuni dell’immobile come le scale, il portone o l’ascensore laddove sia presente. In questo caso, come in altri, l’amministratore assume anche il ruolo di contabile, raccogliendo i soldi dei condòmini su un apposito conto corrente per le varie operazioni di manutenzione e tenendo ogni ricevuta e tutti i documenti amministrativi.

Inoltre, rimanendo sempre in ambito contabilità, l’amministratore deve:

  • Presentare la certificazione unica dei redditi e la certificazione dei redditi di sostituti di imposta
  • Occuparsi degli adempimenti fiscali nei confronti di chi lavora per il condominio
  • Recuperare le somme di denaro dai condòmini morosi
  • Occuparsi del pagamento degli oneri condominiali

Questi file verranno poi ceduti al successore laddove vi sia la cessazione dell’incarico da parte dell’amministratore di condominio in carica.

Come viene nominato?

A decidere chi dovrà ricoprire questo importante ruolo sono gli abitanti dell’immobile stesso che, riuniti in assemblea, sceglieranno la persona giusta per l’incarico di amministratore di condominio. L’elezione avviene per maggioranza e la persona prescelta rimane in carica per un anno e, terminato questo periodo di tempo, i condòmini decideranno se rinnovare il suo ruolo oppure no.

Amministratore di condominio non interviene: cosa fare?

Con la stessa semplicità con cui viene eletto, però l’amministratore condominiale può anche essere revocato a maggioranza per i motivi più disparati come la mancanza di intervento in alcune situazioni ritenute importanti. Generalmente l’annullamento del mandato avviene perché il rapporto di fiducia si è incrinato per colpa di alcune irregolarità, nella maggior parte dei casi, a livello economico.