Cos’è il Cohousing: significato e vantaggi

La coresidenza, o cohousing, è una forma di convivenza che incentiva la vita di comunità e la sostenibilità. Partito nel 1964 da un’idea dell’architetto danese Jan Gødmand Høyer, il progetto di cohousing prevede delle abitazioni private di piccole dimensioni e la presenza di grandi aree comuni da condividere con le altre persone residenti. Questi luoghi possono comprendere la cucina, la lavanderia, una stanza biblioteca, una dedicata al gioco o al fai da te e così via.

La coresidenza di solito include dalle 20 alle 40 famiglie, un ecovillaggio, di persone unite dagli stessi ideali di rispetto dell’ambiente e mutualità: condividere degli spazi significa, infatti, non solo risparmiare sulle spese legate ad essi, ma anche sentirsi meno isolati, come potrebbe invece accadere in un grande palazzo in cui spesso si finisce per non conoscere i propri vicini. Un elemento di non poco conto soprattutto se si vive da soli o per le persone anziane.

Funziona in questo modo: si acquista un terreno da costruire o un immobile da ristrutturare ed è il gruppo di coresidenti a decidere insieme per la collettività, autogestendosi, con una particolare attenzione all’ecosostenibilità, tramite la condivisione di spese per i servizi comuni come lavatrici e frigoriferi. Contemporaneamente, ritrovandosi durante i pasti insieme ad altre persone, si instaura maggiormente un senso di comunità ma anche di fiducia, tale da far scegliere ai genitori più impegnati di poter lasciare i figli insieme agli altri, invece di provvedere ad un babysitter.

Oltre quanto menzionato, tra i vantaggi c’è il basso impatto ambientale garantito a volte dall’installazione di impianti fotovoltaici che producono energia per tutta la comunità, o persino l’opzione del car sharing.

Sviluppo del cohousing in Italia

La convivenza intenzionale è nata nei paesi scandinavi e si è inizialmente sviluppata anche nei Paesi Bassi fino agli anni ’80, quando si è fatta conoscere prima negli Stati Uniti, poi, nei ’90, in Australia e nel resto dell’Europa, tra cui in Italia.

Al momento le legge italiana non contempla l’esistenza della coabitazione quindi, non essendoci alcuna normativa al riguardo, ci si basa solo sull’iniziativa di un gruppo di privati.

Da noi si parla anche di condomini solidali e, anche se sono soltanto circa una trentina, sono realtà destinate ad aumentare di numero. Vediamone alcuni esempi.

Milano si rivela la città più attiva in questo discorso per numero di cohousing attive o in fase di progettazione: tra le prime troviamo Coventidue, vicino piazza Santa Maria del Suffragio, ed il Cohabitat Lambrate, con appartamenti (venduti e affittati) in classe energetica A. La Cascina Gerola di Chiaravalle, una volta terminata, sarà composta da cinque edifici storici, su un’area di circa 5.000 mq di superficie in cui potranno stabilirsi 50 famiglie.

Il cohousing San Giorgio a Ferrara è stato costruito completamente in legno e gode di pannelli fotovoltaici che permettono di risparmiare sul riscaldamento.

Le Case franche a Forlì si stabilisce come cooperativa in cui nessun abitante è intestatario della casa. Esse comprendono anche una palestra ed un B&B.

O ancora, il progetto Ecosol a Fidenza che nasce nel 2006 da un nucleo iniziale di cinque famiglie, poi arrivato a tredici, in cui il sistema idrico è progettato in modo da sfruttare l’acqua potabile per la cucina e quella non potabile per i servizi igienici. E inoltre l’isolamento termico della struttura è stato realizzato tramite il tamponamento mediante balle di paglia. Si tratta di un progetto unico poiché vengono addirittura condivisi gli stipendi in un unico conto gestito da un amministratore esterno al condominio.

A Roma, in zona San Paolo, esiste La Casa di Giorgio, un cohousing per anziani, che nasce come alternativa alla casa di riposo. Qui i conviventi, infatti, non solo non pagano una retta, ma vivono insieme ad altri coetanei e sono liberi di muoversi come in un una normale abitazione. Le pensioni qui sono messe in comune per la gestione delle spese e per la badante ma anche per attività extra come viaggi o cene fuori, cose che non sempre ci si può permettere con una sola pensione.

Domande Frequenti – Cohousing

Cos’è il cohousing?

La coresidenza, o cohousing, è una forma di convivenza che incentiva la vita di comunità e la sostenibilità. Il progetto di cohousing prevede delle abitazioni private di piccole dimensioni e la presenza di grandi aree comuni da condividere con le altre persone residenti. Questi luoghi possono comprendere la cucina, la lavanderia, una stanza biblioteca, una dedicata al gioco o al fai da te e così via.

Come funziona il cohousing?

Funziona in questo modo: si acquista un terreno da costruire o un immobile da ristrutturare ed è il gruppo di coresidenti a decidere insieme per la collettività, autogestendosi, con una particolare attenzione all’ecosostenibilità, tramite la condivisione di spese per i servizi comuni come lavatrici e frigoriferi. Contemporaneamente, ritrovandosi durante i pasti insieme ad altre persone, si instaura maggiormente un senso di comunità ma anche di fiducia, tale da far scegliere ai genitori più impegnati di poter lasciare i figli insieme agli altri, invece di provvedere ad un babysitter.