Chiudere il balcone: come fare e quanto costa

Balconi e terrazzi sono elementi di collegamento con il mondo esterno e luoghi in cui potersi affacciare, rilassare e perché no, circondare da verde. Un balcone ben organizzato può essere sfruttato anche per coltivare un piccolo orto o arredato con sedie e tavolino come un angolo relax, soprattutto se strutturato come una veranda. In Giappone, ad esempio, dove la densità della popolazione è molto alta e i balconi sono più ravvicinati, gli abitanti escogitano ogni tipo di sistema per riuscire a ottenere il massimo da ogni minimo spazio.

Prima di analizzare quali opzioni offre il mercato per chiudere un balcone, vediamo cosa dice la legge in materia.

Cosa stabilisce la legge per chiudere un balcone

In linea di massima, per qualsiasi costruzione che interessa gli ambienti esterni ad una casa va considerata l’eventuale necessità di autorizzazioni, in rispetto di quanto prescritto dalle regole condominiali e urbanistiche del territorio. La regola generale prevede che sia richiesta la licenza del Comune se si costruisce uno spazio abitabile (adibito, ad esempio, a camera da letto) mentre di solito in caso contrario, ad esempio non occorrono permessi.

Ottenere una licenza edilizia dal Comune è obbligatorio nel caso in cui siano presenti modifiche che comportano aumenti volumetrici di superficie abitativa, come nell’ipotesi di una veranda; in ambito condominiale vanno anche richiesti permessi per costruzione di verande poiché queste impattano sull’estetica del fabbricato, ovvero potrebbero deturpare il cosiddetto decoro architettonico. A livello strutturale vanno poi considerati i pericoli eventuali derivanti dal peso aggiunto sul balcone dato dalla presenza di verande, costruzioni in muratura o vetrate.

Se l’abitazione è di tipo unifamiliare, sebbene non si incorra nelle limitazioni dettate dal condominio, va sempre tenuto conto dell’autorizzazione scaturita dal piano regolatore territoriale.

Senza aver ricevuto il permesso necessario si rischia di rispondere al reato di abuso edilizio ed inoltre scatta l’ordine di demolizione anche a distanza di anni.

Diverso è il discorso per la chiusura del balcone con piante: essendo i paletti di sostegno delle piante amovibili, è possibile installare questa soluzione liberamente ed approfittare anche dei vantaggi decorativi e ambientali che offre un riparo di questo tipo. Allo stesso modo, non servono particolari autorizzazioni per montare tende in PVC o tessuto retrattili.

Come chiudere il balcone e quanto costa

Gli spazi esterni possono influenzare notevolmente quelli interni perciò è consigliabile impiegare lo stesso materiale o un colore uguale o simile per interno ed esterno per dare un senso di continuità.

Sono disponibili in commercio molte possibilità tra cui scegliere, esaminiamo i due tipi più comuni ed i loro costi.

Chiusura con tende

Come sopra accennato, l’alternativa meno problematica a livello legislativo ma più efficace prevede l’adozione di tende. Che si prediliga il PVC o il tessuto, chiudere un balcone con le tende per esterni si rivela anche una scelta economica. I prezzi devono considerare la fornitura, il montaggio, la grandezza ed il tipo. Le tende da sole a caduta, dal minor costo, ad esempio, partono da un costo in media di 35 euro al mq, mentre quelle motorizzate si presentano come le più lussuose costando tra i 160 ed i 450 euro al mq.

Nel mezzo ci sono poi i prezzi relativi ai tendoni a bracci, a cappottina e ad attico. Le opzioni più usate sui balconi sono quelle a bracci, poiché piccole e facili da installare, le tende a caduta perché possono essere montate sia sui lati che frontalmente e quelle a cappottina, che coprono bene anche la parte superiore.

Chiusura con veranda

Una volta ottenuto il permesso per costruire la veranda, possiamo scegliere di realizzarla in vetro, ottimo per garantire un alto isolamento termico, da associare ad altri materiali come il legno, il PVC o l’alluminio. Se si protende per la prima opzione, anche se più efficiente a livello energetico, bisogna considerare che una veranda in legno necessita di una più frequente ed accurata manutenzione.

Più economiche sono le verande costruite in vetro e PVC o alluminio, che presentano una buona durata ed un’adattabilità interessante di colori. Per questi materiali i costi si attestano tra i 500 euro fino un massimo di 2.000 euro. La scelta del tipo di vetro (temperato, fonoassorbente o autopulente) e degli infissi può incidere anche notevolmente sul prezzo finale.