Caparra acquisto casa: cos’è, come funziona, a quanto ammonta e come si paga

In diritto civile con il termine “caparra” si indica quella somma di denaro (o altre cose fungibili) versata a titolo di garanzia reciproca e mutuale, contro l’inadempimento di un contratto o come corrispettivo in caso di recesso dal contratto stesso. Questa ha la funzione di prevedere ad una sorta di risarcimento nel caso in cui si dovesse verificare un’inadempienza contrattuale e dovrebbe essere restituita o imputata alla prestazione dovuta in caso di adempimento.

Insomma, per farla breve, in genere funziona così: se l’acquirente non rispetta l’accordo preso perde la somma versata a titolo di caparra. Allo stesso modo, il venditore è costretto a restituirla per intero, se non in misura doppia rispetto a quanto incassato. C’è da sapere inoltre che la caparra non è un costo a parte, ma si intende parte del prezzo di acquisto/cessione dell’immobile. Ergo, la caparra per acquisto casa viene “scalata” dalla cifra finale con cui si conclude la compravendita. Ma quanto si dà di caparra? Come si paga? E soprattutto, se ne può fare a meno? Di seguito si proverà a rispondere a tutti questi interrogativi.

Quanto si dà di caparra per acquisto casa e se è necessaria o meno

Per quanto riguarda la prima domanda, in verità non esiste una regola precisa che aiuti a stabilire il valore di una caparra per proposta di acquisto. Semplicemente, trattandosi di un accordo privato fra le parti, sta ad acquirente e venditore trovare la cifra più consona. Questo tenendo conto ovviamente del fatto che, più è alta la somma, maggiore sarà l’interesse tra i due contraenti di concludere la transazione, salvo perdere cifre importanti. Volendo, si può comunque fare un discorso di prassi, ovvero basarsi su quella che è la cifra media in termini di caparra per acquisto casa tra privati. In genere questa si aggira intorno al 10% rispetto al prezzo pattuito per l’acquisto/cessione dell’immobile.

Teoricamente si potrebbe anche pagare tutta la somma a titolo di caparra, così da non pagare poi alla stipula del rogito notarile. Proprio per questo è lecito chiedersi se puoi avvenire anche il contrario, cioè se si può acquistare casa senza caparra. La risposta è sì. Tuttavia è facile intuire che un accordo senza caparra risulterebbe davvero molto debole. Entrambe le parti infatti, possono tirarsi indietro in qualsiasi momento senza subire alcuna “penale” (tralasciando i casi di citazione in giudizio, ma questo tema meriterebbe un approfondimento a parte).

Caparra su acquisto casa: come si paga?

Veniamo al pagamento. L’importo della caparra per acquisto casa si può versare con diversi metodi di pagamento. Il più comune è l’assegno bancario non trasferibile, ovvero il famoso libretto che si richiede in banca. In alternativa c’è l’assegno circolare.

Questo viene richiesto all’istituto di credito, che lo consegna bloccando preventivamente l’importo corrispondente sul conto. Si tratta del metodo che dà più garanzie di copertura a chi deve incassarlo. Infine la terza possibilità, che è quella più semplice e diretta: un bonifico bancario, che può essere immediato o meno.

Caparra per acquistare casa: ne esistono diversi tipi

Molto spesso si sente parlare di caparra confirmatoria per acquisto casa. La verità è che questa è solo una delle diverse modalità di caparra previste dalla legge italiana: oltre alla caparra confirmatoria, c’è la caparra penitenziale, l’acconto prezzo ed il deposito fiduciario. La prima, regolata dall’art. 1385 del codice civile, rimane la più utilizzata. Essa si definisce confirmatoria perché se c’è una parte tra le due coinvolte che ha interesse a rispettare gli impegni presi, può richiedere l’esecuzione forzata degli obblighi derivanti dal contratto (oppure, il semplice risarcimento del danno).

Per fare un esempio, se il venditore si dovesse tirare indietro, l’acquirente potrebbe obbligarlo a trasferire la proprietà dell’immobile pagando il prezzo prestabilito. Diverso è il caso della caparra penitenziale, regolata dall’art. 1386 del codice civile. Questa infatti ha la sola funzione di corrispettivo del recesso: non prevede infatti alcuna esecuzione forzata del contratto, né tantomeno un risarcimento danni. Ergo, la parte inadempiente perderebbe eventualmente la sola caparra.

Anche l’acconto prezzo ha caratteristiche diverse rispetto alla caparra confirmatoria. Esso corrisponde al pagamento anticipato di una parte del prezzo che, in caso di mancato perfezionamento della compravendita, va restituito al compratore. Secondo quanto previsto nel comma 4, art. 6 del D.P.R. 633/1972, l’acconto prezzo va fatturato nel momento stesso in cui viene riscosso assoggettandolo ad IVA. Questa formula è utilizzata spesso per gli immobili da costruire o in corso di costruzione.

C’è infine il cosiddetto deposito fiduciario, che altro non è che la fase precedente alla caparra confirmatoria. Prima dell’accettazione della proposta infatti, la somma della caparra prende il nome di deposito fiduciario, infruttifero e gratuito, che viene versato tramite assegno bancario non trasferibile intestato al proprietario. L’importo (e quindi l’assegno, in genere custodito dal notaio) viene consegnato al venditore nel momento in cui la trattativa va a buon fine, in caso contrario viene restituito all’acquirente.

Domande Frequenti – Caparra Acquisto Casa

Quanto si deve dare di caparra per acquisto casa?

Non esiste una regola precisa che aiuti a stabilire il valore di una caparra per proposta di acquisto. Volendo, si può comunque fare un discorso di prassi, ovvero basarsi su quella che è la cifra media in termini di caparra per acquisto casa tra privati. In genere questa si aggira intorno al 10% rispetto al prezzo pattuito per l’acquisto/cessione dell’immobile.

Come si paga la caparra per l’acquisto della casa?

L’importo della caparra per acquisto casa si può versare con diversi metodi di pagamento. Il più comune è l’assegno bancario non trasferibile, ovvero il famoso libretto che si richiede in banca. In alternativa c’è l’assegno circolare. Infine la terza possibilità, che è quella più semplice e diretta: un bonifico bancario, che può essere immediato o meno.