Animali domestici in condominio: cosa dice la legge?

Tenere degli animali in condominio implica una serie di regole da rispettare, soprattutto dopo che è entrata in vigore la nuova legge del 2020.

Quando si tratta di animali di piccola taglia, tipo pappagalli o criceti che possono vivere tranquillamente all’interno di una gabbia, non ci sono particolari norme da rispettare. Il discorso cambia invece quando si hanno in casa animali di grossa taglia come cani, oppure uno o più gatti. In questo caso la detenzione di animali in condominio implica delle regole ben precise da rispettare.

Legge sugli animali in condominio: ecco le regole

La presenza degli animali in condominio è disciplinata dalla legge 220 del 2012, la quale sostiene che “Le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici”. Non esiste dunque un divieto di tenere gli animali in condominio, ma bisogna rispettare delle regole ben precise.

Il condominio, in casi particolari, può richiedere l’allontanamento di un animale domestico solo in alcune circostanze, ad esempio nel caso in cui si presenti un rischio per l’igiene del condominio o se l’animale ha delle patologie particolari.

Si possono dunque tenere gli animali in condominio, a patto che vengano rispettare le normative del caso. Il proprietario dell’animale è tenuto a rispettare degli obblighi ben precisi, tra cui ad esempio registrare i cani all’anagrafe canina e applicare il microchip di identificazione.  Sia i cani che i gatti devono essere obbligatoriamente vaccinati per le malattie maggiormente a rischio, inoltre devono essere effettuate sverminazioni e l’applicazione di antiparassitari.

La normativa sugli animali domestici in condominio prevede anche il libretto sanitario rilasciato dal proprio veterinario. All’interno del libretto devono essere riportate tutte le informazioni necessarie per l’identificazione dell’animale e tutta la sua storia sanitaria.

Tenere gli animali in condominio nelle parti comuni

Il regolamento non può dunque vietare di possedere un animali da compagnia di grossa taglia, ma questo non significa che si può agire liberamente negli spazi comuni. L’art 1102 sostiene infatti che “Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto”.

È possibile per esempio dare da mangiare agli animali randagi nel cortile condominiale, l’importante è lasciare gli spazi comuni sempre puliti e assicurarsi che gli animali non rappresentino un pericolo per gli altri condomini. Le nuove regole sugli animali in condominio prevedono che in assemblea si possa vietare di dare cibo ai randagi qualora non si rispettino le condizioni di igiene e sicurezza.

Gli animali in condominio nelle parti comuni devono indossare la museruola, se si tratta di un cane, e bisogna utilizzare un trasportino nel caso di gatti o animali più piccoli.

Animali nei condomini: quali sono i divieti?

I proprietari degli animali in condominio, secondo il codice civile, devono fare attenzione a non arrecare disturbo agli altri condomini. È vietato dunque provocare rumori molesti negli orari notturni o di riposo. Si rischia anche la condanna penale se non si rispettano queste regole e se gli animali nel condominio arrecano disturbo alle altre persone.

Tra i divieti, bisogna anche far attenzione a non sporcare gli spazi comuni: attenzione dunque alle scale o all’androne nel condominio. Qualora il proprio amico a 4 zampe dovesse sporcare uno degli spazi comuni, attenzione anche al fai da te. Pulire utilizzando sostanza chimiche pericolose per gli altri condomini è vietato dalla legge.

Il regolamento contrattuale degli animali nel condominio potrebbe vietare animali esotici (come serpenti, iguane o furetti), in quanto potrebbero essere considerati animali non domestici. Queste decisioni restano comunque a discrezione dell’assemblea condominiale, perché ad oggi non ci sono riferimenti chiari previsti dalla legge.